Salone di Ginevra 2009: l'Oggi con Cenni di Futuro

L'onda verde è invece una realtà: è partita e il 2010 viene indicato come punto di svolta.

Come preconizzato da Mauro Tedeschini, direttore di Quattroruote, a Innovation Cube, la crisi può essere un processo doloroso ma necessario grazie a cui l'industria automobilistica può cambiare pelle, per sopravvivere nel nuovo scenario energetico e climatico.

Quattroruote lancia però una provocazione evidenziando come siano ancora pochi gli annunci di presenze di veicoli a forte valenza ecocompatibile, al prossimo Salone di Ginevra.

Molte case hanno dovuto ricorrere a notevoli tagli di personale e per superare la crisi immediata puntano su collaudati modelli best seller. L'onda verde sembra quindi sfiorare solamente Ginevra, ma in realtà ai piani alti delle aziende i manager hanno già avviato progetti ed alleanze in chiave "green" e in parecchi casi la realtà è per certi aspetti più avanti di quello che viene mostrato. Al riguardo ecco due case history che sembrano confermare questa situazione.

Negli USA, BMW è stata subissata di richieste per avere in noleggio una MINI E. Non tutti i 1800 candidati ad avere una MINI elettrica saranno soddisfatti, essendo solamente disponibili 450 veicoli. I fortunati che verrano scelti, abitanti di Los Angeles, New York o New Jersey, avranno un garage privato, un sistema di ricarica, un kilometraggio di circa 250 km (l'autonomia della vettura) e sborseranno per un un leasing di un anno $850 al mese.

Il notevole interesse verso una MINI elettrica è quindi un segnale che l'elettrico è una tecnologia voluta dal pubblico. Probabilmente la sua accettazione è stata facilitata dal fatto che in questo caso fosse a bordo di un veicolo tradizionalmente glamour e prestazionale, che si coniuga alla perfezione con la nuova tendenza dell'ecochic.

La seconda case history è quella di Nissan, che ha avanzato una richiesta di finanziamento al governo americano per la produzione in america di veicoli elettrici e lo sviluppo delle batterie. La casa giapponese, nonostante un taglio occupazionale globale di 20.000 unità, ha enfatizzato così il proprio impegno verso l'introduzione dell'elettrico negli USA per il 2010.

Anche le big three di Detroit General Motors, Ford, Chrysler, hanno chiesto all'amministrazione Obama finanziamenti, concessi a patto di sviluppare tecnologie verdi (per la precisione circa 22 miliardi di dollari) ed hanno esposto al recente NAIAS una varietà di veicoli elettrici, ibridi e prototipi. La Volt a trazione elettrica con batterie e mobilità estesa, sarà lanciata l'anno prossimo negli USA e dovrebbe arrivare tramite Opel in Europa sotto le spoglie del modello Ampera, che adotta la stessa tecnologia Voltec.

Da un lato i reparti Ricerca e Sviluppo delle case sono impegnati a rendere concreta l'ineluttabile domanda di cambiamento richiesta dal mercato e dall'altro il management, per poter traghettare l'industria verso nuovi assetti, è in ogni modo costretto a convivere con l'esigenza di dover vendere le auto che escono dalle attuali linee di produzione.

Ginevra sembra mettere in evidenza proprio questo aspetto e cioè l'esigenza di riportare in primo piano l'oggi e semplicemente sfiorare il domani anche per evitare di bruciare troppo in anticipo le strategie ed i prodotti destinati a segnare il cambiamento vero.

Esiste poi un nesso tra finanziamenti governativi e la tipologia di veicoli che vediamo nei saloni? Forse sì, se il diktat di Obama è finanziare le case a patto di sviluppare nuove tecnologie!

Nel vecchio continente la riflessione è ancora in corso anche se l'orientamento sembra essere ancora una volta indirizzato a soluzioni di breve termine e meno di taglio strategico.

Tags: Mini , auto elettrica , BMW , Ford , General Motors , USA , Ginevra Motor Show , Detroit Auto Show , Europa , Nissan , Innovation Cube , crisi economica , ecochic

Autore: Giuseppe Gandolfi

 

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